Tecnologie per lo smart working: il rinnovamento di cui hai bisogno

Le tecnologie per lo smart working hanno rappresentato l’ancora di salvezza per la maggior parte dei business di tutto il mondo, durante l’ultimo anno segnato da pandemia e distanziamento sociale. Guardando al prossimo futuro, in vista di una nuova normalità, le aziende devono fare tesoro delle lezioni imparate e predisporre tutti gli strumenti per una ripresa rapida e concreta. È chiaro, infatti, che non si tornerà più indietro, almeno non del tutto. Ottimizzare l’implementazione delle tecnologie per lo smart working al fine di realizzare un digital workplace votato alla collaborazione  e al passo con i tempi rappresenta quindi una priorità. Come modello organizzativo, infatti, il lavoro da remoto offre notevoli vantaggi, sia in termini di produttività e raggiungimento degli obiettivi di business, che in termini di qualità della vita delle persone. 

Individuare le tecnologie per lo smart working più adatte: il ruolo dei CIO

Quando si parla di smart working non ci si riferisce solo alla semplice possibilità di lavorare da remoto: quello a cui stiamo assistendo oggi è un vero e proprio cambio di paradigma, un nuovo approccio al mondo del lavoro e alla produttività. Alla base di questa trasformazione, c’è infatti un radicale cambiamento dell’organizzazione nel suo complesso, che coinvolge modalità operative, filosofia aziendale, stili manageriali, spazi aziendali e strumenti di lavoro. Ed è proprio sulla efficace applicazione di questi ultimi che si basa la realizzazione di un digital workplace ottimale. Lo sanno bene i CIO: sono loro, infatti, ad avere l’onere e l’onore di individuare le tecnologie per lo smart working più adatte e predisporre lo scenario infrastrutturale migliore su cui costruire questo nuovo ecosistema aziendale. In questo scenario, il direttore informatico deve individuare gli strumenti da implementare per mantenere l’azienda al passo con i tempi, identificando nel contempo le tecnologie più adeguate per non rischiare errori di investimento e non alterare l’infrastruttura esistente. 

4 prospettive chiave per scegliere le tecnologie per lo smart working

La nuova configurazione operativa digitale deve essere disegnata intorno alle esigenze delle persone, con l’obiettivo di aumentare la collaborazione, la condivisione di conoscenze e l’agilità operativa. Le tecnologie per lo smart working rappresentano quindi lo strumento per connettere lavoratori, spazi aziendali sempre meno definiti e dispositivi digitali di ogni tipo, sia aziendali che BYOD. Oggi si parla, appunto, di strumenti di Unified Collaboration & Communication, riferendosi a un insieme di tecnologie per lo smart working e il digital workspace attraverso cui abilitare le interazioni in tempo reale tra persone e team, anche da remoto. In quest’ottica, le prospettive verso le quali devono puntare le tecnologie per lo smart working nel 2021 (e oltre), sono essenzialmente quattro:

#1 Mobilità

È chiaro: le tecnologie per lo smart working, per antomomasia, devono essere votate alla mobilità. Occorre dotare i lavoratori di dispositivi mobili e di applicazioni aziendali accessibili anche da remoto. In questo senso, può essere anche vantaggioso promuovere politiche rivolte a sostenere il modello BYOD: l’utilizzo dei dispositivi personali, infatti, rappresenta per molti lavoratori un’agevolazione in termini di esperienza d’uso (e quindi di produttività).

#2 Collaborazione

Senza comunicazione e condivisione dei dati, oggi non esiste lavoro realmente intelligente. È quindi necessario implementare piattaforme di collaboration basate sul cloud che abilitino funzioni chiave come condivisione di documenti, gestione di workflow e progetti tra uno o più team, messaggistica istantanea, video e audio conferenza e virtualizzazione desktop. 

#3 Hybrid workspace

Le tecnologie per lo smart working devono fare il loro ingresso anche tra le vere mura aziendali, in ogni desk e in ogni sala comune. La logica, infatti, deve essere quella di potenziare digitalmente le tradizionali aree dell’ufficio  in modo tale da renderle un punto di contatto ibrido in grado di interagire con i mondi esterni (ovvero con qualsiasi lavoratore, cliente o collaboratore voglia connettersi da remoto). 

#4 Sicurezza IT e protezione dei dati

A causa di un perimetro aziendale sempre più evanescente e di una condivisione di informazioni più dinamica, tipici del digital workspace, i dati aziendali sono esposti a pericoli maggiori. Per questo, le tecnologie per lo smart working devono seguire policy di sicurezza avanzate, che garantiscano un livello di protezione dei dati pari a quello del lavoro in sede.

 


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